Perché

Perché la maggior parte delle persone non paga il software di daw e pretende di avere diritti sul materiale registrato?

 

Cheers

 

Memorie dal sottoscala

Prendo lo spunto da un filmato visto giorni or sono per una riflessione che nulla vuol avere di offensivo.

In un interessante video riguardo 5 motivi per non comprare l’Ipad (1 o 2 che sia) oltre alle solite menate di memora non espandibile, sistema operativo chiuso e smazzi vari, la questione puntava il dito sul motivo principale per cui non comprare il suddetto oggetto: non vi serve.

Oltre ad essere perfettamente d’accordo con l’affermazione (visto che a mio avviso il 90% delle persone che possiede quell’oggetto poteva fare le stesse cose con altri mezzi e cmq per quello che fa non gli e’ di certo necessario) la riflessione rivoltata in campo “artistico” e più’ specificatamente in campo musicale e’: ci serve tutta la musica da cui veniamo investiti? ne abbiamo bisogno per toccare profondamente corde del nostro animo e del nostro shekeraculo che non sono state toccate da nessuna altra combinazione di note timbri e ritmi?

Partendo dal presupposto corretto che “la gente non ha chiesto niente” (cit. Amari), questo sovraffollamento incondizionato di musicisti e musichieri che nella maggior parte dei casi difficilmente si possono fregiare di tali appellativi, ha portato ovviamente ad un impoverimento del livello qualitativo della produzione, della fruizione dovendo destreggiarsi in mari di oscenità’, e della precarietà’ del mezzo stesso.

Vale per tutta la sfera musicale, non solo per l’ambito canzone. Vale per chi di musica vive, e non solo il muscista stesso (che di norma raramente riesce a viverci)

Vale per i tecnici dello spettacolo, vale per le agenzie, vale per gli editori, vale per gli studi. Muoversi in mezzo a cotal maelstrom di mediocrità’ risulta sempre più’ difficile ed il termine meritocrazia e’ ormai nei meandri dell’Oblivion.

E non vedo come non possa che peggiorare.

Cheers.

Dopo alcuni giorni di silenzio

aggiornero’ pomeriggio. tanto adesso tutti dormono ancora.

 

La tana dell’orso

L’aggiornamento 1.1 beta alla mia frase ricorrente “Odio la musica” credo sia “Odio chi si arroga il diritto di farla” indipendentemente dal genere, dai mezzi e dal contesto. La musica e’ costitutita di ritmo melodia e timbro. se una di queste caratteristiche viene a mancare chiamatela svago chiamatela merda chiamatela putipù’ ma non musica.

Inoltre un ignorante non va nello spazio. perché’ un ignorante fa musica?

Odiatemi pure ora.

cheers.

Fix it in the Mix

Ci sono alcune cose a mio parere che non posso assolutamente essere sistemate in fase di mix e di editing (se non con artefatti apprezzabili) e magari il parlarne puo’ dar luogo ad una maggiore coscenza da parte di chi opera nell’ambiente.

1. Intonazione

Esistono innumerevoli e diversamente efficaci metodi per corregere i problemi di intonazione, soprattutto sui programmi musicali monofonici. Cio’ non toglie che un’esecuzione su uno strumento perfettamente intonato non ha paragoni. Nel caso di polifonia poi il raggiungimento di buoni risultati (al di la di cio’ che viene pubblicizzato) e’ spesso impossibile.

Qualsiasi editing si possa fare a posteriori, la cosa migliore e’ sempre avere una perfetta intonazione alla partenza.

2. Distorsione

Un suono “pulito” puo’ essere distorto. Un suono distorto non puo’ essere “ripulito”.

3. Rumori

Oltre al suono che vogliamo catturare, altre componenti concorrono ad un risultato accettabile. Qualita’ della corrente, fonti elettromagnetiche, rumori ambientali e non per l’ultimo l’ambiente stesso. Aver cura di minimizzare tutte queste componenti indesiderate e’ cruciale per un buon risultato.

Esistono nuerosi sistemi di rimozione dei rumori ma funzionano prevalentemente su fonti costanti e facilmente interpretabili a livello di frequenza, salvo poi rimuovere delle componenti anche dal suono originale.

4. Riverbero

Le caratteristiche dell’ambiente in cui riprendiamo e’ di fondamentale importanza per arricchire, snaturare o caratterizzare il suono di partenza. Per quanto editing si possa fare sono limitati gli interventi su una fonte ripresa troppo riverberata o caratterizzata da riflessioni sgradevoli. Bisogna sempre tenerne conto in fase di ripresa e regolarsi conseguentemente, non potendo intervenire se non in minor parte a posteriori.

5.Arrangiamento

Forse la parte piu’ importante di tutto il discorso. Arrangiamenti poveri e mal gestiti danno luogo a mix confusi, di scarso impatto e caratterizzati’ da sonorita’ scadenti. Poco si puo’ fare se non agire sull’arrangiamento stesso per migliorare il risultato. Questo dovrebbe essere tenuto conto in primis da chiunque si appresti a registrare il proprio materiale. Non sono la stanza, il microfono, il preamplificatore e il supporto di registrazione/mix a dare lustro ad un brutto arrangiamento.

Ovviamente per qualsiasi domanda e approfondimento, si spera costruttivo, vi esorto ad esprimervi.

Cheers

Vocabolario

Un giorno vorrei mettere le mani su quell’agendina che qualcuno custodiva riempiendola con i termini che più’ frequentemente adoro infilare nelle mie frasi, non sempre con cognizione di causa.

Nel frattempo cercherò’ di ricordare alcuni di questi vocaboli, si’ da non lasciare l’opera del nostro suddetto scriba all’ombra.

A memoria:

Invasivo

Coercitivo

Lapalissiano

Altisonante

Ricalcitante

Interdetto

Cazzo

chi sa e se ne ricorda altri dica pure.

Cheers

 

 

Egg crates

Un interessantissimo link ad un interessante articolo sui famigerati cartoni delle uova visto che mi e’ stato domandato.

lo trovate qui.

Odiato Foam

Il mio odio per il foam piramidale

Chi un po’ mi conosce sa che ho sviluppato negli anni causa vecchiaia e ricalcitanza un odio smisurato nei confronti di alcune cose, e nella maggior parte dei casi immotivatamente, giusto per mantenere solido il sottile filo di incoerenza che caratterizza le persone cosiddette estrose (e stronze).

Vecchi adagio del mio odiare e’ risaputo siano: i Dire Straits, Africa dei Toto, i cavalli (amo molto gli animali ma i cavalli sono pazzi), i sommergibili.

A tutto questo si aggiunge la new entry, già’ in sobbollire da mesi, del foam piramidale.

Ora per chiarire in primis, non odio di per se stesso il suddetto materiale, ma lo spasmodico e ingiustificato, nonché’ ignorante utilizzo che ne viene fatto.

Pare che ci sia un sottile fascino esercitato dal foam che fa si che ,appena viene in mente un qualsiasi tipo di problema acustico relativo ad una stanza, ad un capannone o ancor perggio ad una regia o ad una sala di ripresa, il malcapitato pensatore debba farne scorta e incetta si’ da tappezzare completamente ogni singolo spazio dell’ambiente in questione.

Per chi vuole ragguagli tecnici e pratici, mi contatti pure o scriva un commento.

Saro’ ben felice di motivare il mio odio.

Per quanto riguarda i Dire Straits non commento.

Cheers.

Benvenuti

Queste pagine nascono con l’intento di informare sulle attività’ e sui progetti di Simone Sant, musicista, fonico e arrangiatore di Udine.

Periodicamente troverete articoli, commenti e digressioni sul mondo musicale e non, oltre ad i progetti attualmente in corso.

Enjoy!

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 663 other followers